bluino

Commenti di bluino:

  • Inserito il 16-04-2019 per il libro Sulle ali del falco

    Egregia Cinzia Capitano il suo libro mi ha affascinato. Una storia dove si intrecciano natura e uomo, libertà e difficoltà è un racconto incantevole. Questo libro lo consiglierei a chi vorrebbe stare sempre in mezzo alla natura. Il personaggio meglio riuscito secondo me è Bruno, infatti è quel tipo di persona che non farebbe del male a una mosca. Però su alcune cose che fa Bruno non sono del tutto d’accordo. Per esempio ritengo giusto quello che dice Ginny sul padre ovvero che è arrabbiata perché Bruno deve dividere le attenzioni con una ventina di rapaci. Nel suo libro ci sono contenuti molto interessanti perché alla prima impressione quando ho avuto in mano il libro credevo che parlasse solo di falchi invece oltre al problema di Christian c’era la storia del padre del ragazzo, l’ amicizia tra Ginny e Christian … Una cosa che mi è piaciuta, ma che in pochi libri vedo, è anche i dialoghi naturali fra due ragazzi. Per esempio i battibecchi che hanno oppure le prese in giro chiamandosi Ginevra e Lancillotto, e poche volte sono veri e propri litigi. Questo secondo me è stato anche divertente. I termini specifici mi sono piaciuti, per esempio la tecnica di volo chiamato “Spirito santo” era una cosa che non sapevo esistesse. La storia di Zefiro in particolare mi è piaciuta perché raccontava la crescita di un falco non in modo lento e noioso, ma in modo anche scorrevole. Una cosa che però a me non è piaciuta tanto è che la fine mi sembra un po’ insensata. Infatti come fa un falco che non ha mai visto la città sapere precisamente dove si trovava Christian. A parte questo se dovessi dare un voto sarebbe 10/10!

  • Inserito il 16-04-2019 per il libro Oh, Harriet!

    (commento di voto) Ho scelto questo libro perché secondo me era il libro più coinvolgente. Mentre leggevo questa storia pensavo che a ogni cosa c’è una soluzione, anche nei casi dove sembra impossibile, come in questo caso la schiavitù. Il coraggio della protagonista è una cosa che poche persone hanno, la trama di questa storia sembra inventata ma è bello capire che una persona può fare così tanto. “Oh, Harriet” secondo me è la storia di questo concorso che è stata più bella.

  • Inserito il 20-03-2019 per il libro La valigia di Adou

    Egregia signora Zita Dazzi il suo libro è bellissimo. Mi è piaciuto il modo in cui è scritto. Non usa quasi mai il discorso diretto, e questa è una cosa che non ho mai visto nei libri che ho letto però da un tocco di originalità. Una cosa molto carina che ho notato nei primi capitoli è la ripetizione “È tutto nero qui dentro” e secondo me lo stato d’ animo di tutti e due i bambini è stato descritto benissimo. Questo storia all’inizio credevo che fosse inventata ma poi quando nelle note dell’ autrice ho visto che era una storia vera sono rimasto basito. Non riesco a pensare che un bambino debba viaggiare dentro una valigia per entrare in Italia. Mi ha colpito anche il modo in cui Oreste non capisce la polizia, sembra che il mondo degli adulti per lui fosse come una cosa che non ha totalmente senso. Il personaggio che mi è piaciuto di più è il nonno di Oreste perché sa sempre cosa fare, è cordiale e nei momenti di difficoltà, come in questo caso la nascita della sorellina, aiuta sempre suo nipote. L’ultimo capitolo, cioè dove parla la sorella di Oreste, secondo me è stato una brillante idea perché racconta in modo diverso l’ epilogo della storia. La parte in cui Adou descrive il nuovo mondo come una cosa assolutamente diversa al suo villaggio mi ha fatto riflettere. Noi diamo tutto per scontato e andiamo sempre di corsa e ho notato che le cose che diceva erano giuste. Per esempio del fatto che le città sono troppo caotiche. L’ unico difetto è che secondo me all’ inizio di ogni capitolo si poteva mettere una cosa del tipo “Qui parla Oreste” o “Qui parla Adou” perché nei primi capitoli non capivo chi stesse raccontando. Se dovessi dare un voto a questo libro sarebbe 10/10!

  • Inserito il 20-02-2019 per il libro Cento passi per volare

    Caro Giuseppe Festa, il suo libro non mi è piaciuto molto. La trama non riusciva a darmi quella sensazione che un libro mi dà di solito. Come prima cosa guardando la copertina mi immaginavo che la storia fosse diversa: ad esempio che Lucio, anche se cieco, riusciva a domare l’aquilotto. Sulla copertina c’è l’immagine di Lucio con le braccia aperte e Zefiro, quindi logicamente mi aspettavo qualche relazione tra i due …. Invece non c’era. Un’ altra cosa che non mi è piaciuta è che c’erano troppe descrizioni e pochissimi dialoghi. Anche la storia dei due bracconieri mi sembra molto banale: i due vogliono rubare una cosa, non ce la fanno, e vanno in prigione. Poi una cosa che non mi è piaciuta molto è che, secondo me, la presenza del cane è stata troppo secca. (continua...) Infatti secondo la mia opinione ci dovrebbe essere stato qualche pagina in più che in qualche modo riassumesse di nuovo il problema di Lucio con l’aggiunta di come aveva fatto a superarlo e lì secondo me si poteva mettere il cane. L’unica parte che mi è piaciuta è quella in cui Lucio e Chiara si trovano davanti all’albero: sembrava che i loro problemi si fossero incarnati in quell’albero caduto. Se dovessi dare un voto al libro sarebbe: 7/10 Ci vediamo alla festa,Festa!!

  • Inserito il 11-01-2019 per il libro Oh, Harriet!

    Caro signor Francesco D’ Adamo, voglio subito dirle che il suo libro mi ha emozionato un mondo. Per esempio negli ultimi capitoli mi batteva fortissimo il cuore soprattutto nel capitolo “I have a dream”: era come se fossi stato anche io lì in mezzo alla folla ad ascoltare le fatidiche parole di Martin Luther King. Ma anche la parte in cui Doc Martin rivolge la parola a un nero mi ha emozionato. Insomma per farla breve il suo libro è veramente coinvolgente. Io questo libro lo consiglierei a chi vuole vedere come vivevano gli schiavi in America. Il suo libro mi fa anche riflettere su quanto siamo fortunati, per esempio se noi ci lamentiamo di qualcosa che non ci va a cena, come la minestra, dovremmo pensare che gli schiavi farebbero a botte per avere un pasto che sazi invece della pochissima polenta abbrustolita che gli davano i loro padroni. Il personaggio meglio riuscito secondo me è Harriet: secondo me infatti è un modello di persona da seguire perché lei non si ferma davanti alle difficoltà della vita come dimostra la parte in cui i padroni la vogliono uccidere ma lei non si ferma e continua a correre… io invece me la sarei già fatta sotto! E poi un’altra cosa che mi è piaciuta moltissimo è che tutta vera! Un punto della storia che secondo me è un momento di vera tensione è quando Harriet doveva recuperare degli schiavi nel fiume Combahee e Harriet doveva farlo in mezzo al fuoco e alle fiamme: stava per perdere tutte le speranze ma incominciò a cantare la canzone “Swing low sweet chariot” che era come una specie di richiamo per tutti gli schiavi d’ America. Adesso arrivo con la parte perfida :la parte che proprio non mi è piaciuta, che mi è sembrata noiosa è la parte in cui Harriet fugge con i suoi fratelli dalla fattoria Thompson perché era troppo lunga! infatti se fosse durata qualche pagina in meno, secondo me sarebbe stato meglio. Adesso non per essere cattivo ma in quella parte volevo smettere di leggere il suo libro ma poi ho continuato a leggere e ho visto che appena i suoi fratelli erano tornati alla fattoria la storia è diventata più avventurosa. Ma in generale il suo libro sarebbe da 10 con lode!!

  • Inserito il 11-01-2019 per il libro Più veloce del vento

    Egregio signor Tommaso Percivale il suo libro è assolutamente favoloso: il coraggio di un sogno senza precedenti, una donna che corre in bicicletta mi ha seriamente emozionato e mi ha fatto riflettere sulla cocciutaggine nel raggiungere i propri sogni nonostante gli insulti e i rimproveri che riceve Alfonsina. Questo libro lo consiglierei a chi si vuole ribellare a qualcosa di ingiusto e fare qualcosa fuori dal comune, come nel caso del suo libro: una donna che corre in bicicletta. Secondo me il personaggio meglio riuscito è Iacopo, perché riflette esattamente il tipo di amico che non ti abbandona mai: ne è un esempio la parte in cui erano bambini e Iacopo ha difeso Alfonsina nello scontro con Pezzoli. Nel complesso i personaggi della storia sono ben descritti. Una piccola imprecisione nella trama, che secondo me deve venire detta, è che non si capisce chi è Tano Belloni, perché Afonsina gli parla come se fosse un amico ma nella storia non viene spiegato chi è. (continua..) La storia è molto avvincente, e mi ha anche incollato alle pagine, ogni giorno che arrivavo da scuola appena avevo un momento libero leggevo il suo meraviglioso libro e non glielo dico per gentilezza ma perché è la verità!Il momento secondo me più avvincente è quando Alfonsina corre nel Giro d’Italia, perché le piste sono sempre più difficili e maggiori sono anche le cadute ma Alfonsina non si scoraggia. Se fossi io a dover correre su delle piste così difficili dopo la prima tappa mi sarei già ritirato.Questo libro mi ha fatto riflettere sul fatto che le donne al giorno d’oggi sono molto più fortunate delle donne di un tempo perché hanno molti più diritti: per esempio possono votare e appunto andare in bicicletta . Mi ha fatto anche riflettere sul fatto che siamo più fortunati di alcune famiglie di un tempo;