margherita881

Commenti di margherita881:

  • Inserito il 23-04-2019 per il libro Oh, Harriet!

    Caro professor D’Adamo, sono Margherita, ho 11 anni e frequento la prima media. Le scrivo per raccontarle come ho incontrato il suo bellissimo libro dal titolo Oh, Harriet! L’estate scorsa, in una calda giornata di luglio, mia mamma ha deciso di portarmi in biblioteca. Deve sapere che ha il difetto di voler organizzare il proprio tempo e anche quello degli altri, purtroppo. Così mi ha detto che non potevo passare le mie giornate a chattare sul tablet, ma che dovevo leggere un bel libro per imparare qualcosa. Arrivate in biblioteca, mi sono accostata a uno scaffale ricco di letture per ragazzi in esposizione. Tra tutte quelle copertine dai colori scuri, sono stata subito attirata dalla copertina bianca e dalle lettere di fuoco rosse e gialle del suo libro. Le confesso che all’inizio non ho fatto per niente caso al titolo: ho afferrato quel libro candido come la neve e giallo come il fuoco e me lo sono portato a casa! Ho cominciato a leggerlo spaparanzata sul divano e mi ha catturato fin dalla prima pagina per la scrittura scorrevole e non troppo difficile. Ciò che mi è piaciuto di più, però, è stata la trama, l’avventura di Harriet, la sua fuga. Dovevo leggere subito la pagina successiva perché volevo sapere se i suoi padroni l’avrebbero catturata o se sarebbe riuscita ad arrivare sana e salva a Philadelphia. Ho ammirato il carattere combattivo di Harriet, la sua testardaggine, il suo coraggio nel superare gli ostacoli e mi piacerebbe assomigliarle almeno un po’! Eh, sì! Mia mamma aveva ragione: dai libri si impara sempre qualcosa! Ho imparato che molti schiavi non conoscevano la data del loro compleanno, che molti di loro non sapevano orientarsi né trovare le costellazioni nel cielo, perché nessuno glielo aveva mai insegnato, che era normale per loro essere frustati e puniti come un mulo o come un cane che ruba la salsiccia dalla cucina. Mi ha colpito che Harriet non si ricordasse il volto dei suoi fratelli perché erano stati venduti troppo giovani ad altri padroni e che un sorvegliante l’abbia potuta colpire alla testa senza alcun motivo. Caro professore, leggendo questo libro mi sono chiesta come abbia fatto a immaginare una storia così originale e ricca di eventi. Ho letto in internet che lei si è ispirato a una storia vera. Le mie domande sono tante a riguardo: dove ha trovato i documenti che parlano della fuga di Harriet? Come ha fatto a immaginare tutti i particolari del suo avventuroso viaggio? Come fa uno scrittore a ricostruire in maniera così dettagliata un luogo, un periodo storico particolare senza averlo vissuto di persona? Forse la cosa più importante che ho imparato leggendo questo libro è che la libertà non si ottiene restando fermi come delle statue ad aspettare che succeda chissà cosa; la libertà si conquista con l’azione, continuando a camminare come ha fatto Harriet o a marciare come Martin Luther King. Spero che lei leggerà la mia lettera e che non si annoierà nel farlo… Tanti saluti, Margherita

  • Inserito il 23-04-2019 per il libro Oh, Harriet!

    (commento di voto)

  • Inserito il 18-11-2018 per il libro La valigia di Adou

    Cara Zita il suo libro è molto bello, avvincente e toccante e fa capire che non ci deve essere differenza fra i bambini bianchi e quelli colorati di pelle. Ha descritto tutto molto bene, sia il viaggio dentro la valigia sia quando Adou e Oreste si sono incontrati e devo ammettere che mi sono commossa un bel po' di volte!!La mia parte preferita è la parte in cui Luigina racconta ciò che è successo 6 anni dopo perchè è quello che è successo anche a me con mio fratello maggiore... complimenti!! Ciao!