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Commenti di vale10:

  • Inserito il 10-05-2019 per il libro Più veloce del vento

    Il libro “Più veloce del vento” parla di una famiglia povera. La madre sta aspettando un bambino e il padre desidera che sia un maschio, ma invece nasce una femmina che viene chiamata Alfonsina Morini. La storia si svolge a inizio Novecento, un periodo in cui ancora le donne non potevano fare molte cose, potevano solo lavorare, cucinare, occuparsi della famiglia e basta. Alfonsina si sentiva più un maschio. Infatti avrebbe voluto poter correre, giocare e divertirsi senza che la madre la sgridasse e le ripetesse il galateo. Il padre di Alfonsina un giorno tornò a casa con una bicicletta (stava in piedi per miracolo), ma vietò a tutti di toccarla. Ad Alfonsina però piaceva così tanto che la provò e si accorse che era quello che voleva fare, la ciclista. Leisapeva che suo padre non le avrebbe mai prestato la bicicletta, quindi guadagnò dei soldi facendo lavoro in più, fino a quando andò a Bologna a comprare la sua bicicletta. Lì conobbe Giovanni Strada, il propietario del negozio dove comprò la bicicletta e diventò anche suo marito. Fece molte garette nel paese, fino ad arrivare a gareggiare nel Giro d’Italia. Eera la prima donna che vi partecipava, perché non pensavano che le donne avessero la stessa energia e resistenza degli uomini. Invece Alfonsina ne aveva da vendere. La gara fu abbastanza dura, ma Alfonsina con la sua resistenza, fu la prima donna a partecipare al Giro d’Italia. Questo libro mi è piaciuto molto, mi ha fatto entrare nel mondo di una volta. Gentile Tommaso Percivale, Le è piaciuto scrivere questo libro? Perché ha scritto proprio la storia di Alfonsina Morini?

  • Inserito il 07-05-2019 per il libro La valigia di Adou

    Nel libro “La valigia di Adou”i narratori si alternano ad ogni capitolo. Per primo parla Adou, un bambino africano scappato dalla guerra, rinchiuso nella valigia della zia perché non ha il passaporto, poi Oreste, un bambino italiano che sta aspettando l’arrivo del nonno, che si fermerà con lui perché i genitori sono all’ospedale ad attendere la nascita della sorellina. Oreste è impaziente di ricevere il regalo del nonno e Adou di uscire dalla valigia. I due protagonisti si conoscono grazie allo scambio delle valigie tra il nonno di Oreste e la zia di Adou. Quando il nonno e Oreste aprono la valigia, Adou è molto spaventato, perché si aspettava di vedere la zia, invece vede un bambino bianco e un anziano bianco che parlano un’altra lingua. Il nonno cerca di carmarlo, poi chiama la polizia per rintracciare la famiglia. La poliziotta non ha suoi dati, quindi lo porta nel orfanotrofio. Oreste è molto triste perchè Adou gli sembra un bambino simpatico e preferisce avere un amico, che una sorellina che gli ruberà le attenzioni di tutti. Adou non si trova tanto bene all’orfanotrofio, perché sua madre gli aveva fatto una promessa sul nuovo mondo e stare lì non era nei piani. Nei sei anni seguenti Adou continua a fare disegni di Oreste, dell’Africa, della mamma e della macchinina che Oreste gli regalò. Una mattina presto Adou scappa dall’orfanotrofio e vede tutti i negozi che in Africa non ci sono. Bea la sua “maestra” lo va a cercare e gli dice che devono tornare subito all’orfanotrofio. Appena arrivano là incontrano la zia di Adou e da lì inizia la nuova vita. Vanno ad abitare in un appartamento e dopo un po’ di tempo la madre di Adou arriva con tutti i passaporti. Adou inizia a frequentare la scuola con Oreste, sono diventati migliori amici e si vedono quasi tutti i giorni. Mi piace il fatto che alla fine della storia Oreste racconta alla sorellina la storia di Adou.Nel racconto però ci sono pochi discorsi diretti.Le è piaciuto scrivere il racconto? Farà un seguito della storia?Il suo libro mi è piaciuto molto.